4. Il Posto delle Nuvole
Posted on marzo 10, 2012 by valori pubblici
Aspetto. Tutto è riposo. Dunque futuro innervato.
Tu sei l’immagine in me. Tutto è dapprima sognato.
Gilbert Troillet, La bonne fortune, p.61.
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Leggendo a tratti, dentro il diritto di sognare di Gaston Bachelard:
Sotto alcuni aspetti, l’infanzia dura tutta la vita. Torna ad animare larghi settori della vita adulta. Un bimbo viene a volte a vegliare nel nostro sonno. Ma nella vita da svegli, quando la rêverie lavora sulla nostra storia, l’infanzia che è in noi ci porta il suo benessere. Bisogna vivere, a volte è molto bello vivere, con il bimbo che si è stati. Se ne riceve una coscienza in radice. Tutto l’albero dell’essere si riconforta. Non c’è benessere senza rêverie. Non c’è rêverie senza benessere.
I grandi sognatori sono maestri della coscienza scintillante. La rêverie nasce naturalmente, in una presa di coscienza senza tensione, in un cogito facile, che offre certezze d’essere quando un’immagine ci piace, un’immagine che ci piace perché l’abbiamo appena creata, al di fuori di ogni responsabilità, nella libertà assoluta della rêverie. Così la rêverie creatrice dà vita al futuro.
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Il Laboratorio Primario di Futuro dell’Istituto Cesare Battisti
93 alunni delle quarte classi generano la visione strategica d’infanzia per Piazza Mazzini. L’Istituto Primario è primo motore di indagine sulle risorse di Piazza Mazzini, trasferite sul piano del migliore futuro possibile.
I bambini praticano l’ascolto attivo. Sanno che le stesse cose hanno significati diversi. Sanno che le cose da cui partiamo sono tante. Sanno che tutti hanno ragione. Sanno che quello che non possono prevedere è la cosa più importante che accadrà. Sanno che ci sono tanti mondi diversi, che ci sono i Pluri-Versi. Sanno che non sanno controllare tutto. Esplorano mondi possibili. Danno forza alle emozioni. Progettano per problemi. Sanno.
I bambini, da sempre unificano generazioni e storie remotissime, attraverso la pratica collettiva della rêverie. Restituiscono un sistema coerente di reazioni a catena. I bambini sono i costruttori del mondo adulto, dall’interno della classe, perchè conoscono le strade per tornare a casa, fino alla dimora delle rêveries e, tornando a casa da scuola, sparigliano le nostre, come in una corsa scompigliata di Alice, dentro un paese comune delle meraviglie che ci aprono se li guardiamo negli occhi.
Abitiamo meglio il mondo se lo abitiamo come i bambini abitano le immagini e le nuvole. Perché l’immagine può superare tutto. La rêverie dell’infanzia e delle classi ci restituisce la bellezza delle immagini prime. Dentro questa benefica unione dell’immaginazione e della memoria, si trova la chiave del futuro: la complicità costante fra generazioni di studenti, abitanti possibili di una città fondata sull’apprezzamento delle nuvole.
























